Ognissanti: mons. Tisi (Trento), “una festa contraria alla nuova religione che vorrebbe chiudere gli uomini dentro lo schermo di uno smartphone”

Il cimitero “non custodisce la morte”, ma il “tesoro vivo dei nostri cari”. Lo ha detto l’arcivescovo di Trento, mons. Lauro Tisi, durante l’omelia della Messa per la solennità di Ognissanti, che ha celebrato questo pomeriggio nel cimitero locale. Il presule, commentando la pagina biblica dell’Apocalisse e delle beatitudini evangeliche, ha sottolineato che “felicità e beatitudine non consistono nel piccolo cabotaggio di una vita che mira solo allo ‘star bene’. Ma felici sono l’uomo e la donna che mirano a ‘far star bene’, provano gioia nel rimanere presso l’altro, nel cercarne la felicità”. Mons. Tisi ha invitato oltre a guardare le forme effimere di felicità. “Per questo, ci ribelliamo all’idea che il nulla li abbia inghiottiti. L’amore individua ogni strada per impedirne l’oblio”. Il vescovo ha rivolto l’attenzione anche al senso della festa di Ognissanti, una “contestazione poderosa al sistema tecnologico-finanziario, nuova religione che vorrebbe chiudere gli uomini dentro lo schermo di uno smartphone e in una frenetica ossessione operativa”. Quindi, ha concluso: “I nostri cari ci provocano: non lasciarti rubare la parte più bella della vita!”, perché “la vita non scorre in un’immagine digitale o in un conto in banca”.

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