Diocesi: Ischia, il vescovo scrive ai sindaci per la tutela dei diritti degli ex residenti della Struttura intermedia residenziale di Villa Orizzonte

Una lettera aperta ai sindaci per dar voce a chi non ne ha. Il vescovo di Ischia, mons. Pietro Lagnese, fa presente il “disagio che vivono da tempo gli ex residenti della Struttura intermedia residenziale (Sir) di Villa Orizzonte a Barano”, ossia persone con disturbi psichici: “Si tratta di nostri concittadini che, dopo un delicato e felice percorso ventennale di integrazione nella comunità, potrebbero vedersi costretti a lasciare la loro terra, tornata ad essere la loro casa, per essere trasferiti in strutture della terraferma, perciò lontani dai loro familiari (per chi li ha), dagli affetti che si sono conquistati e coltivati e da chi, per tutto questo tempo, si è preso cura di loro con dedizione e affetto, accompagnandoli in una difficile rinascita civile ben oltre i propri doveri professionali – sottolinea il presule -. Questo allontanamento avrebbe per loro un costo altissimo, ora che, dopo decenni di sopravvivenza in condizioni subumane in manicomio, avevano recuperata la loro dignità, con grande fatica loro e di tanti, e, nel tempo, erano riusciti a intessere una solida rete di relazioni”. Per il vescovo, “la chiusura della Sir prima e, a tutt’oggi, la sua mancata riapertura a beneficio di questo primo gruppo di residenti – ma anche di altri sofferenti psichici che nel frattempo sono diventati bisognosi di un’assistenza altrettanto qualificata e assidua – rappresentano solo la priorità più urgente in un settore, qual è l’assistenza psichiatrica, che in questi anni ha subito continui tagli e ridimensionamenti”. Si tratta di “un’assistenza già ridotta al lumicino che rischia, nelle prossime ore, di dissolversi del tutto con il venir meno anche di tutte le attività del Centro diurno, di cui resta solo la distribuzione di panini nel parcheggio di Villa Romana all’ora di pranzo e la bella esperienza del Giardino dell’Amicizia”. “Come vescovo dell’Isola – prosegue Lagnese -, sento il dovere di farmi voce di chi non ha voce e perciò chiedo a voi, in qualità di rappresentanti eletti della comunità, di farvi portatori presso l’Azienda sanitaria locale della tutela dei diritti degli ex residenti della Sir e della riattivazione dei servizi della Salute mentale, compresa una nuova apertura della Sir sull’Isola”.
Nella lettera il vescovo denuncia, in generale, la “fase decisamente critica per la sanità sulla nostra isola”, con “la crescente e sempre più limitante difficoltà a reperire personale sanitario e socio-sanitario disposto ad accettare Ischia come sede di lavoro, e ciò sia che si tratti dell’ospedale, sia che riguardi i servizi sul territorio”.

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