+++Venezuela: appello dei vescovi, “andiamo a votare per il nostro futuro”+++

Di fronte a una “situazione così tormentata” queste “elezioni sono una luce nel cammino non solo per chi crede e difende la democrazia come sistema di governo ma anche come una strada autentica per lo sviluppo integrale di cui ha tanto bisogno il nostro popolo”. Lo afferma la presidenza della Conferenza episcopale del Venezuela in un messaggio in vista delle elezioni regionali che si svolgeranno il 15 ottobre. Anche se la crisi non è superata e le elezioni erano state “posticipate in maniera arbitraria dalle attuali autorità del Consiglio nazionale elettorale”, i vescovi venezuelani invitano a “non perdere di vista l’importanza di questo atto elettorale”. “La convocazione di queste elezioni costituisce un diritto e un anelito per la maggioranza dei venezuelani. Di fronte al progetto totalitario che pretende di imporre l’Assemblea nazionale costituente, non accettata dalla maggioranza dei cittadini del Venezuela, le elezioni dei governatori dimostrano che ci sono ancora motivi di speranza”. I vescovi continuano a chiedere “di non imporre un modello che attenta alla dignità della persona umana, censura i diritti di cittadinanza, la stabilità politica e la pace sociale”. Perciò lanciano un appello a tutti i cittadini perché “si rechino in massa nei centri elettorali” ed “esprimano liberamente e senza condizionamenti la propria volontà e vocazione democratica”. “Il 15 ottobre – sottolineano – abbiamo un dovere nei confronti della nostra patria, delle nostre regioni e delle future generazioni. Non lasciamoci prendere dalla sfiducia e dallo scoraggiamento. Non andare a votare significa condannare noi e le future generazioni a vivere nella carenza” di “alimenti, medicine e sicurezza personale e giuridica”.
Come espresso in altre occasioni, i vescovi venezuelani domandano al Consiglio nazionale elettorale di “garantire la trasparenza del voto e il rispetto dei risultati”, facendo in modo di annunciarli “il prima possibile, per evitare tensioni non necessarie da cui possono derivare fatti violenti”. Ma soprattutto, sottolineano, “il governo nazionale e tutti i poteri pubblici dello Stato, oltre ad accettare i risultati, devono impegnarsi ad aiutare i nuovi governatori a portare a termini i propri doveri e l’impegno di rafforzare la democrazia”. Durante la breve campagna elettorale, proseguono, “non si privilegino i candidati provenienti dalle fila dell’oficialismo (che appoggiano il governo Maduro, ndr) e chiunque verrà eletto non sia qualificato come oficialista o oppositore” ma “come servitori del popolo”. In conclusione, i vescovi esortano i parroci a organizzare, il prossimo 13 ottobre, in tutte le comunità, una Giornata di preghiera per il Venezuela e “per il successo delle prossime elezioni”.

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