Ius soli: don Colmegna (Casa della carità) aderisce a sciopero della fame. “Gesto per dire che abbiamo fame di giustizia”

La Casa della carità di Milano e il suo presidente, don Virginio Colmegna, aderiscono al digiuno a staffetta per chiedere l’approvazione della nuova legge sulla cittadinanza, il cosiddetto ius soli. Il giorno scelto dalla Fondazione per partecipare all’iniziativa è venerdì 13 ottobre. “Attraverso il nostro lavoro sociale, vediamo quotidianamente le storture che l’attuale legislazione provoca sulla pelle di tanti giovani. Per questo, come Casa della carità, con gli operatori e i volontari che vorranno partecipare, abbiamo scelto di aderire a questa iniziativa, per dire ancora una volta con forza che è necessaria una nuova legge sulla cittadinanza”: così don Virginio Colmegna spiega la scelta di aderire al digiuno, lanciato dal senatore Luigi Manconi e sostenuto da insegnanti, parlamentari ed esponenti della società civile per chiedere l’approvazione dello ius soli temperato e dello ius culturae. “Il digiuno – aggiunge don Colmegna – è un segno di partecipazione e pressione non violenta che appartiene anche alla tradizione cristiana, un gesto attraverso il quale vogliamo dire che abbiamo fame di giustizia. Come operatori sociali, partecipiamo a un’iniziativa come questa perché crediamo che l’accoglienza non è assistenzialismo, ma promozione dei diritti”. La riforma della legge sulla cittadinanza è sostenuta anche dalla campagna “Ero straniero – L’umanità che fa bene”, di cui la Casa della carità è uno dei promotori nazionali.

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