Università cattolica: 25° Istituto di bioetica. Card. Sgreccia, “ho scritto il primo manuale a macchina su una vecchia lettera 22”

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

“Non sono stato io a guidare la bioetica ma è stata la bioetica a sbattermi dappertutto, in televisione e nei dibattiti. Ero come il prezzemolo. Ho fatto quello che potevo anche se i problemi erano tanti”. Così ha parlato il card. Elio Sgreccia, in apertura del convegno organizzato dall’Università Cattolica per celebrare i 25 anni di vita dell’Istituto di Bioetica dell’Ateneo. Esperto della materia, a lungo docente, il card. Sgreccia è stato direttore dello stesso Istituto dal 1992 al 2000 e poi presidente della Pontificia Accademia per la Vita dal 2005 al 2008. “Quando nacque la prima bambina con la procreazione assistita in Inghilterra – ha continuato -, anche il Consiglio d’Europa costituì un comitato ad hoc a cui partecipai come osservatore. Erano i primi anni ’80 e si potevano stendere solo delle ‘raccomandazioni’. Ero seduto in una sedia profondamente scomoda. Me ne accorsi subito, appena entrato nel Consiglio. I membri, specie quello olandese, avevano infatti dei preconcetti verso i cattolici”. “Fui costretto a prendere in mano i libri di medicina e poiché ero invitato dal mio vescovo ho iniziato a insegnare e a scrivere il primo manuale di bioetica, scritto a macchina, su una vecchia lettera 22, da mia nipote”, ha confessato ricordando la stesura della prima opera “Bioetica. Manuale per medici e biologi” del 1986.
“Alla mia età – ha aggiunto – non mi pento di aver consumato (sulla bioetica, ndr) tante nottate che mi hanno consentito, una volta maturata la pensione, di visitare tutti gli Stati dell’America latina e una parte dell’Asia per diffondere la bioetica personalista con riferimenti ontologici. Sono lieto di aver partecipato all’enciclopedia di bioetica, di cui è uscito in questi giorni l’undicesimo volume in cui è inserita la voce ‘embrione’, sia pure per pretesto perché questo filone ha dato molto a me e spero dia ad altri”.

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