Papa Francesco: udienza, “san Francesco è stato un grande missionario di speranza”. “Il cristiano non è un profeta di sventura”

foto SIR/Marco Calvarese

“San Francesco d’Assisi è stato un grande missionario di speranza”. Papa Francesco ha cominciato con queste parole, salutate da un applauso dei 15mila fedeli presenti in piazza San Pietro, la catechesi dell’udienza di oggi, dedicata al tema “Missionari di speranza oggi”. Sono contento di farlo all’inizio del mese di ottobre, che nella Chiesa è dedicato in modo particolare alla missione, e anche nella festa di san Francesco d’Assisi”, ha esordito il Papa, ricordando che “il cristiano non è un profeta di sventura”. “Capito questo? Noi non siamo profeti di sventura”, ha ripetuto a braccio rivolgendosi al suo uditorio: “L’essenza del suo annuncio è l’opposto: è Gesù, morto per amore e che Dio ha risuscitato al mattino di Pasqua. Questo è il nucleo della fede cristiana”. “Se i Vangeli si fermassero alla sepoltura di Gesù, la storia di questo profeta andrebbe ad aggiungersi alle tante biografie di personaggi eroici che hanno speso la vita per un ideale”, ha fatto notare Francesco: “Il Vangelo sarebbe allora un libro edificante, anche consolatorio, ma non sarebbe un annuncio di speranza”. “Ma i Vangeli non si chiudono col venerdì santo, vanno oltre”, ha affermato il Papa, “ed è proprio questo frammento ulteriore a trasformare le nostre vite”. “I discepoli di Gesù erano abbattuti in quel sabato dopo la sua crocifissione”, ha raccontato Francesco: “Quella pietra rotolata sulla porta del sepolcro aveva chiuso anche i tre anni entusiasmanti vissuti da loro col Maestro di Nazareth. Sembrava che tutto fosse finito, e alcuni, delusi e impauriti, stavano già lasciando Gerusalemme”. “Ma Gesù risorge!”, ha esclamato il Papa: “Questo fatto inaspettato rovescia e sovverte la mente e il cuore dei discepoli. Perché Gesù non risorge solo per sé stesso, come se la sua rinascita fosse una prerogativa di cui essere geloso: se ascende verso il Padre è perché vuole che la sua risurrezione sia partecipata ad ogni essere umano, e trascini in alto ogni creatura. E nel giorno di Pentecoste i discepoli sono trasformati dal soffio dello Spirito Santo. Non avranno solamente una bella notizia da portare a tutti, ma saranno loro stessi diversi da prima, come rinati a vita nuova”. “La risurrezione di Gesù ci trasforma con la forza dello Spirito Santo: Gesù e vivo tra noi, è vivente, e ha quella forza di trasformarsi”, ha aggiunto Francesco a braccio.

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