Università: mons. Ocariz (Opus Dei), “qualità” e “carità” per raggiungere le “periferie esistenziali”

La carità cristiana spinge a “mettere al servizio di tutti le conoscenze di ciascuno, l’esperienza acquisita, la sensibilità verso alcuni problemi e sfide”, e a farlo con qualità e professionalità. Lo ha detto monsignor Fernando Ocáriz, prelato dell’Opus Dei e Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce, inaugurando il nuovo Anno accademico 2017/2018.  Era la prima volta che mons. Ocáriz parlava in qualità di Gran Cancelliere, dopo essere succeduto a monsignor Javier Echevarría, scomparso il 12 dicembre 2016. Il nuovo Gran Cancelliere è stato tra i professori fondatori dell’ateneo, 33 anni fa, quando era docente di Teologia fondamentale. Di Echevarría ha quindi ripreso “un tema molto caro”, quello della fraternità cristiana vissuta fra coloro che portano avanti un progetto di ispirazione cristiana come la Santa Croce. “Per amore di Dio cerchiamo di vivere pienamente la nostra libertà e responsabilità di cristiani, mettendo al servizio di tutti le conoscenze di ciascuno, l’esperienza acquisita, la sensibilità verso alcuni problemi e sfide”, ha spiegato. “Vogliamo dare il massimo del nostro impegno tradotto in un servizio di qualità”, ha aggiunto: in questo senso, “la carità spinge verso la professionalità”. Ricordando che “il bene è diffusivo e non può rimanere tra le mura del nostro palazzo”, mons. Ocáriz ha evidenziato che “la carità fraterna che tentiamo di vivere nell’Università” si proietta all’esterno, raggiungendo anche “tutti quelli che, come ci ha detto spesso Papa Francesco, si trovano nelle ‘periferie esistenziali’”. Pensare allora alle persone “è sempre una motivazione profonda per l’impegno nella propria missione”.  Nell’omelia nella Messa di inaugurazione presieduta nella Basilica di Sant’Apollinare e concelebrata delle autorità delle Facoltà e dell’Issrf all’Apollinare, il prelato dell’Opus Dei ha sottolineato come, per dare senso allo sforzo nello studio, è necessario frequentare lo Spirito Santo: “I suoi lumi ci permetteranno di contemplare con stupore la profondità dei misteri della fede, ed il suo fuoco farà sì che quelle conoscenze accendano nel nostro cuore sinceri desideri di unirci al Signore e di comunicare il suo amore a molte anime”.

 

 

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