Università: Franceschi (Pusc), “il matrimonio non è la méta, ma un progetto di vita”

Perché sposarsi? È stato il tema della lezione inaugurale tenuta da Héctor Franceschi, docente di Diritto Canonico alla Pontificia Università della Santa Croce, che ha offerto alcune riflessioni sui capitoli centrali dell’esortazione “Amoris laetitia” di Papa Francesco, dedicati all’amore coniugale e alla sua naturale fecondità. Dopo aver analizzato alcune “crisi” dell’epoca attuale circa la comprensione del matrimonio, dell’amore coniugale o dello stesso concetto di libertà, il canonista – durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo – ha ricordato che “il matrimonio non è la meta, non è la celebrazione né tanto meno la festa nuziale, ma è un progetto di vita che coinvolge tutta la persona e tutta la sua vita”, e che richiede anche a volte “capacità di attendere”. Uno degli ambiti fondamentali in cui le famiglie possono incidere per aiutare a superare la “paura dell’impegno” dei giovani è quello della “educazione nelle virtù, non tanto come degli insegnamenti teorici, ma come il modo buono di vivere”, la tesi di Franceschi: “Il dono disinteressato verso gli altri, la generosità, il saper condividere, il sacrificio, il senso di giustizia, la castità, soprattutto se i figli vedono quelle virtù incarnate nei loro genitori”. Il relatore ha invitato anche a superare un certo “pessimismo antropologico” per cui sembrerebbe impossibile chiedere oggi ai fidanzati e alle coppie di vivere fedelmente le esigenze del vero amore. Il rimedio efficace sta piuttosto nell’“avvicinamento dei fidanzati a una vera vita di fede”, a cominciare dai corsi di preparazione al matrimonio.

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