Giornata vittime immigrazione: commemorazione ecumenica oggi a Lampedusa con card. Montenegro (Caritas) e il pastore Negro (Fcei)

“Siamo qui in questa isola sospesa tra Europa e Africa per fare memoria di quanti sono morti nel mare che è di fronte a noi. Sono morti perché fuggivano da persecuzioni, violenze e torture e cercavano un approdo sicuro e un luogo dove ricostruire le loro speranze”. Si aprirà così questo pomeriggio a Lampedusa la IV commemorazione ecumenica organizzata da Mediterranean Hope (MH) – Programma rifugiati e migranti della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei) e dalla comunità locale della parrocchia di San Gerlando. Alla celebrazione in ricordo dei 368 bambini, donne e uomini annegati a poche miglia dalla costa quattro anni fa, nel naufragio del 3 ottobre 2013, parteciperanno i rappresentanti e i leader ecumenici – protestanti, ortodossi e cattolici – provenienti da tutta Europa e dagli Stati Uniti, che in questi giorni hanno partecipato al convegno internazionale “Vivere e testimoniare la frontiera”, a Palermo.
“Le nostre leggi ingiuste – si legge nel libretto della commemorazione, anticipato dall’agenzia Nev – hanno ucciso quella speranza e di questi nostri fratelli e di queste nostre sorelle oggi ci resta, al massimo, qualche nome. Alcuni di essi sono nel cimitero della nostra piccola comunità, a memoria della loro storia, della loro vita e della loro morte”. La cerimonia solenne, dal titolo “La memoria che segna il presente”, si terrà nella chiesa di San Gerlando e sarà curata dalla pastora valdese Maria Bonafede e dal parroco di Lampedusa, Carmelo La Magra. Interverranno il presidente Fcei, pastore Luca Maria Negro, e il cardinale Francesco Montenegro, vescovo di Agrigento e presidente di Caritas Italia. Nel corso della cerimonia, si ricorderanno tutte le tragedie analoghe che si consumano in altre parti del mondo: a Ceuta e Melilla tra il Marocco e la Spagna, a Lesbos in Grecia, al largo della Turchia, a Sahuarita in Arizona e in tanti altri luoghi di confine tra Stati Uniti e Messico. Nella liturgia, un momento di benedizione e uno di riflessione collettiva sui muri fisici e su quelli invisibili che nella storia e nel presente hanno diviso e dividono i popoli. La cerimonia si chiuderà con la lettura della Dichiarazione ecumenica di Lampedusa, frutto dei lavori della conferenza internazionale che si è tenuta a Palermo fra il 30 settembre e il 2 ottobre.

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