Kenya: Kituku (Caritas), “in alcune zone la gente non vota per paura degli scontri”

“La gente è chiusa in casa e ha paura: in alcune zone si può votare senza problemi, in altre no, perché hanno timore di trovarsi coinvolti negli scontri tra oppositori e polizia”. A parlare al Sir da Nairobi è Stephen Kituku, direttore nazionale di Caritas Kenya, mentre sono in corso le nuove elezioni presidenziali dopo quelle dell’8 agosto, annullate dalla Corte suprema per irregolarità e che avevano visto la riconferma del presidente uscente Uhuru Kenyatta. Lo sfidante Raila Odinga ha invitato a boicottare le elezioni odierne, che definisce “una farsa”. In seguito agli scontri sono stati già registrati un morto e tre feriti. “Al momento ci sono alcune aree dove sono in corso scontri tra la popolazione e la polizia: a Nairobi, nello slum di Kibera e altri slums – conferma Kituku -. Anche a Mombasa e nelle zone da cui proviene Odinga”. La sede della Caritas è a 6 km dalla città di Nairobi: “Qui la situazione è tranquilla”. “Il problema è che il governo non è in grado di dialogare con l’opposizione , ognuno procede per conto proprio – osserva il direttore di Caritas Kenya -. L’unica soluzione è confrontarsi e cercare insieme delle soluzioni. Ma il governo è deciso a mantenere il potere, e anche l’opposizione vuole governare. Ora siamo in attesa dei conteggi, vediamo cosa succederà”. Il suo auspicio è che gli sfidanti “possano dialogare perché al momento la situazione è veramente tesa e difficile”. I risultati delle elezioni sono attesi domani, a fine giornata. “Potrebbero esserci degli scontri ancora maggiori”, avverte. Caritas Kenya è intervenuta sulle elezioni con una dichiarazione con la Commissione Giustizia e pace e ha collaborato alla stesura dell’appello di ieri della Conferenza episcopale del Kenya.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa

Informativa sulla Privacy