Elezioni in Kenya: appello dei vescovi, “abbracciamo il dialogo nella responsabilità politica di guidare il Paese in avanti”

“Siamo in un momento molto difficile e tuttavia dobbiamo passare sopra i richiami etnici e politici al conflitto. Abbracciamo il dialogo nella responsabilità politica di guidare il Paese in avanti. Ancora una volta sollecitiamo tutti i cittadini a unirsi a noi per pregare intensamente per il nostro Paese”: è l’appello lanciato – attraverso Fides – dai vescovi del Kenya dove oggi si vota di nuovo per l’elezione del presidente dopo lo scrutinio dell’8 agosto annullato dalla Corte Suprema. Il voto è accompagnato in queste ore da duri scontri tra i sostenitori del leader dell’opposizione, Raila Odinga, che ha deciso di ritirare la propria candidatura, e la polizia. Alla vigilia del voto i vescovi kenioti hanno cercato fino all’ultimo di portare al tavolo della trattativa il presidente uscente Uhuru Kenyatta (che aveva vinto le elezioni di agosto, poi annullate) e Raila Odinga, nella speranza di trovare una soluzione all’impasse politica. Ricordando le polemiche sulla Commissione elettorale indipendente (Iebc), accusata da Odinga di non essere imparziale (ed è questo il motivo per il quale ha ritirato la propria candidatura), i vescovi affermano: “Abbiamo reso noto e desideriamo che rimanga registrato che era nostro desiderio che tutti i problemi pertinenti fossero risolti prima delle elezioni”. Per la Conferenza episcopale sarebbe stato meglio rinviare il voto, nel rispetto della procedura costituzionale, per preparare un’elezione che fosse al di sopra di ogni sospetto di brogli, “per evitare di dividere ulteriormente il Paese”. “Nonostante questo si è deciso di procedere con le elezioni del 26 ottobre”, scrivono i vescovi, che lanciano un appello “al presidente Uhuru e all’onorevole Raila: mettere l’interesse del Paese davanti alle loro dure posizioni”.

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