Avvenire: la prima pagina di domani 27 ottobre. Apertura Settimana sociale, Francesco parla con gli astronauti, offese antisemite

“Avvenire” dedica il suo titolo di apertura alla Settimana Sociale dei cattolici italiani in svolgimento a Cagliari. Il videomessaggio del Papa invita a combattere la precarietà, mentre il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, ha proposto
un grande piano per il sostegno e il rilancio di famiglia e occupazione. Un inserto centrale illustra l’evento in tutti i suoi aspetto. L’editoriale è a firma di Francesco Riccardi: “Sì, di ‘precarietà si muore’ come ha detto ieri il Papa aprendo con un intenso videomessaggio i lavori della 48esima Settimana sociale dei cattolici italiani. Di precarietà si muore perché si è trattati poco più delle bestie e nei campi, senza riposo, a schiena piegata per qualche euro dall’alba al tramonto, basta il caldo a ucciderti. Si muore sulle impalcature, perché quando sali su un furgone che è ancora notte ed entri in un cantiere da clandestino, a chi vuoi che importi se hai l’imbragatura: basta un colpo di sonno, una distrazione e cadi giù, tanto domani ce ne saranno altri cento, altri mille che possono prendere il tuo posto. Ma di precarietà si muore anche a poco a poco: quando lavori qualche giorno e stai settimane a casa, quando sei giovane e il tuo futuro è un rubinetto che perde: una goccia, il niente, un’altra goccia”. A centro pagina la fotocronaca è per il colloquio di Francesco con gli astronauti in orbita nella stazione orbitale internazionale: “Voi siete un esempio di convivenza”, ha detto il Pontefice. Il secondo titolo va alla politica: una giornata convulsa, con l’approvazione definitiva della legge elettorale, il Rosatellum, con la scelta di continuità a Bankitalia fatta dal governo, che ha confermato Visco, e con l’addio al Pd del presidente del Senato, Pietro Grasso. In un altro commento, Anna Foa torna sulla vicenda delle offese antisemite: “lo stadio è divenuto, e non da ora, la punta di un iceberg di un fenomeno molto più vasto rappresentato dall’incultura generalizzata, dall’analfabetismo di ritorno, dalla protesta indiscriminata, dalla violenza. Nello stadio vengono consentiti e di fatto tollerati comportamenti che altrove ricadrebbero sotto i rigori della legge. Ma nello stadio troviamo soltanto, estremizzati, i comportamenti che sempre più prendono piede nella nostra società: il razzismo, ormai dilagante, l’antisemitismo riemergente, l’indifferenza ostile…”. Infine, l’inserto culturale settimanale “Agorà Sette”.

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