Daphne Caruana Galizia: mons. Scicluna (Malta), “è il momento di resistere a chi cerca di spaventarci”. “Solidarietà ai giornalisti”

“Non è questo il momento del silenzio perché siamo terrorizzati, ma è il momento di resistere a coloro che cercano di spaventarci”. Lo scrive l’arcivescovo di Malta, mons. Charles J. Scicluna, in un articolo apparso ieri nell’edizione di domenica del “Malta Independent” dedicato al “brutale assassinio” della giornalista Daphne Caruana Galizia. “Condanno con forza l’omicidio di un essere umano – scrive Scicluna -, chiunque possa essere stato, o qualunque cosa pensi. Dio vieta di ricorrere all’omicidio di una persona quando non condividiamo lo stesso parere. Condanno anche chi ha commissionato e condotto questo atto osceno, chiunque sia stato, ovunque sia”. L’arcivescovo che immediatamente dopo l’assassinio della giornalista aveva pubblicato un comunicato, torna a ribadire l’importanza della libertà di stampa. “In questo momento critico, dobbiamo esprimere solidarietà a tutti i nostri giornalisti e incoraggiarli a non essere schiavi dei loro padroni, ma servitori di libertà e di verità. Noi abbiamo bisogno del loro servizio per rimanere una nazione libera. I giornalisti agiscono in nome nostro quando investigano sull’abuso del potere, la spesa pubblica e lo stato generale del nostro Paese, indipendentemente dalla loro fedeltà a qualsiasi partito politico. Tali indagini devono essere fatte alla luce della verità e la loro lealtà deve essere finalizzata alla ricerca del bene comune, dei principi della Costituzione e della Repubblica di Malta, che almeno sulla Carta, mantengono ancora i diritti umani fondamentali”. “La brutale esecuzione di Daphne Caruana Galizia, indipendentemente da ciò che ha scritto, è una sconfitta per il nostro Paese”, scrive Scicluna che aggiunge di essere rimasto “allarmato e rattristato” dalla scarsa partecipazione di studenti alla manifestazione di solidarietà organizzata dal Campus universitario. “Che tipo di studenti stiamo educando?”, chiede l’arcivescovo che parla di “generazioni di giovani che sono interessati ad ottenere un pezzo di carta e appariscenti curriculum ma totalmente privi di sensibilità etica, sociale e politica”.

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