Vescovi Guatemala: documento contro la corruzione e a favore della Commissione internazionale contro l’impunità

“È evidente che nel Paese esiste una dinamica di corruzione che ha permeato la vita politica e della cittadinanza, con gravi conseguenze per tutti: la pesante incidenza nel sistema penitenziario, l’evasione fiscale, la pubblica amministrazione, l’applicazione della giustizia e altro”. Questa la denuncia della Conferenza episcopale del Guatemala, che ha emesso un comunicato durante i lavori dell’assemblea plenaria, in corso in questi giorni. La dichiarazione è firmata dal presidente, mons. Gonzalo de Villa y Vásquez, vescovo di Sololá-Chimaltenango, e dal segretario generale, mons. Domingo Buezo Leiva, vicario apostolico di Izabal. Vi si si esprime sostegno alla Commissione internazionale contro l’impunità in Guatemala (Cigig), oggetto delle scorse settimane di un duro attacco del presidente della Repubblica Jimmy Morales, cui il Parlamento ha confermato l’impunità dopo le accuse di corruzione. I vescovi affermano che “il ruolo della Cicig è stato fondamentale ed è in tutta evidenza indispensabile. Ogni tentativo di indebolirlo promuoverà l’impunità e colpirà seriamente tutti gli sforzi nella lotta contro la corruzione. Ma non dobbiamo dimenticare che questa è una responsabilità di tutti”. La Chiesa guatemalteca, a proposito della scelta del Congresso, evidenzia che “l’iniziativa del 13 settembre per frenare l’azione penale contro i deputati e sostenere legalmente l’impunità dimostra la mancanza di consapevolezza etica in molti deputati”. Pertanto “è necessario un cambiamento urgente nei meccanismi della loro elezione. Tale cambiamento deve includere un profilo dei candidati, in cui deve essere considerata la dimensione etica e le conoscenze necessarie per legiferare”.

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