Papa a Bologna: incontro con gli studenti, “mai più la guerra”, “sogno un’Europa universitaria e madre”

“La Chiesa non può essere neutrale di fronte al male, da qualunque parte esso venga: la sua vita non è la neutralità, ma la profezia”. Incontrando gli studenti a Bologna, il Papa ieri ha citato le parole del cardinal Lercaro, per esortare i bolognesi, a partire dal loro ateneo, ad essere “non neutrali, ma schierati per la pace” ed invocando lo “ius pacis” come “diritto di tutti a comporre i conflitti senza violenza”. “Mai più la guerra, mai più contro gli altri, mai più senza gli altri”, ha esclamato citando le parole di Benedetto XV, che era stato vescovo della città: “Vengano alla luce gli interessi e le trame, spesso oscuri, di chi fabbrica violenza, alimentando la corsa alle armi e calpestando la pace con gli affari”. “L’Università è sorta qui per lo studio del diritto, per la ricerca di ciò che difende le persone, regola la vita comune e tutela dalle logiche del più forte, della violenza e dell’arbitrio”, ha ricordato Francesco: “È una sfida attuale: affermare i diritti delle persone e dei popoli, dei più deboli, di chi è scartato, e del creato, nostra casa comune. Non credete a chi vi dice che lottare per questo è inutile e che niente cambierà! Non accontentatevi di piccoli sogni, ma sognate in grande. Sogno anch’io, ma non solo mentre dormo, perché i sogni veri si fanno ad occhi aperti e si portano avanti alla luce del sole”. Il Papa ha quindi citato il 60° dei Trattati di Roma e il suo discorso per il conferimento del premo Carlo Magno, rilanciando il sogno di un’Europa “universitaria e madre” che, “memore della sua cultura, infonda speranza ai figli e sia strumento di pace per il mondo”.

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