Papa a Bologna: all’hub regionale, “siete lottatori di speranza”, siate “aperti alla cultura di questa città e alle sue leggi”

“Vengo in mezzo a voi perché voglio portare nei miei i vostri occhi – io ho guardato i vostri occhi –, nel mio il vostro cuore. Voglio portare con me i vostri volti che chiedono di essere ricordati, aiutati, direi ‘adottati’, perché in fondo cercate qualcuno che scommetta su di voi, che vi dia fiducia, che vi aiuti a trovare quel futuro la cui speranza vi ha fatto arrivare fino a qui”. Così il Papa, che ha subito indossato al polso il braccialetto giallo di riconoscimento che indica il percorso di accoglienza dei richiedenti asilo, ricevuto in dono, ha salutato gli ospiti dell’hub regionale di Via Mattei. “Sapete cosa siete voi? Siete dei lottatori di speranza”, ha detto loro: “Qualcuno non è arrivato perché è stato inghiottito dal deserto o dal mare. Gli uomini non li ricordano, ma Dio conosce i loro nomi e li accoglie accanto a sé. Facciamo tutti un istante di silenzio, ricordandoli e pregando per loro”. “A voi, lottatori di speranza, auguro che la speranza non diventi delusione o, peggio, disperazione, grazie a tanti che vi aiutano a non perderla”, l’auspicio di Francesco: “Nel mio cuore voglio portare la vostra paura, le difficoltà, i rischi, l’incertezza, anche tante scritte: ‘Aiutaci ad avere dei documenti’; le persone che amate, che vi sono care e per le quali vi siete messi a cercare un futuro”. “Portarvi negli occhi e nel cuore ci aiuterà a lavorare di più per una città accogliente e capace di generare opportunità per tutti”, ha assicurato il Papa: “Per questo vi esorto ad essere aperti alla cultura di questa città, pronti a camminare sulla strada indicata dalle leggi di questo Paese. La Chiesa è una madre che non fa distinzione e che ama ogni uomo come figlio di Dio, sua immagine”. “Bologna è una città da sempre nota per l’accoglienza”, il tributo: “Questa si è rinnovata con tante esperienze di solidarietà, di ospitalità in parrocchie e realtà religiose, ma anche in molte famiglie e nelle varie compagini sociali. Qualcuno ha trovato un nuovo fratello da aiutare o un figlio da far crescere. E qualcuno ha trovato dei nuovi genitori che desiderano assieme a lui un futuro migliore. Come vorrei che queste esperienze, possibili per tutti, si moltiplicassero! La città non abbia paura di donare i cinque pani e i due pesci: la Provvidenza interverrà e tutti saranno saziati”. “Bologna è stata la prima città in Europa, 760 anni or sono, a liberare i servi dalla schiavitù”, ha ricordato Francesco: “Erano esattamente 5.855. Tantissimi. Eppure Bologna non ebbe paura. Vennero riscattati dal Comune, cioè dalla città. Forse lo fecero anche per ragioni economiche, perché la libertà aiuta tutti e a tutti conviene. Non ebbero timore di accogliere quelle che allora erano considerate ‘non persone’ e riconoscerle come esseri umani. Scrissero in un libro i nomi di ognuno di loro! Come vorrei che anche i vostri nomi fossero scritti e ricordati per trovare assieme, come avvenne allora, un futuro comune”.

1 ottobre: visita pastorale di Papa Francesco a Cesena e a Bologna, il Papa visita l’Hub regionale di via Enrico Mattei (Foto L’Osservatore Romano (www.photo.va) / SIR)

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