Diocesi: Cassano all’Jonio, il 22 ottobre s’istituisce il nuovo Tribunale per causa beatificazione del servo di Dio don Carlo de Cardona

Verrà istituito il prossimo 22 ottobre, nella chiesa di Santa Maria Maddalena a Morano Calabro (Cs), il nuovo Tribunale per la causa di beatificazione del servo di Dio don Carlo de Cardona. La figura di don Carlo De Cardona, sacerdote, “prete-missionario”, uomo, politico, giornalista, docente, “l’innamorato” del Cuore di Gesù”, ieri come oggi, si presenta quanto mai attuale – scrive mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, in una riflessione -. Il suo pensiero, le sue idee, la sua azione, la sua fede, fresche e cariche di vitalità e di pregnante valore spirituale, morale e sociale, hanno toccato la mente e il cuore di tutti, valicando i confini della nostra regione per approdare anche in terra lombarda e al di là delle Alpi”. Per il presule, “il suo vivere cristiano, nell’umiltà, nella semplicità e soprattutto nella povertà, oggi più che mai, costituisce, non solo per ogni buon cristiano, un fulgido modello da seguire, un sentiero di speranza e di certezza da percorrere per la nostra conversione e la nostra rinascita spirituale, morale e sociale”. Secondo mons. Savino, “la fede in Dio, l’amore per Gesù Crocifisso e per il prossimo sono stati il viatico di tutta la vita di don Carlo, quella spirituale e quella sociale. Non c’è stato azione o momento della sua esistenza senza che avvertisse l’azione dello Spirito”. “La profonda e sentita spiritualità di don Carlo era la pietra angolare su cui poggiava la sua azione, che era servizio per il prossimo e, soprattutto, per chi soffriva la fame o i soprusi degli arroganti e dei potenti”, aggiunge. Impegnato a servizio dei più deboli, alla luce della Dottrina sociale della Chiesa, “spinto dall’amore verso il prossimo, non portava rancori, non sapeva odiare. Egli era pronto a dimenticare e a perdonare tutti – conclude mons. Savino -, compresi i quelli che avversavano le sue idee, i politici che talvolta per la loro acredine e per la loro ostilità s’inimicavano con lui”.

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