Sicurezza informatica: Terzi (ambasciatore), “il processo di integrazione europea si concentri sulla dimensione cyber per recuperare il tempo perduto”

“Il processo di integrazione europea deve concentrarsi sulla dimensione cyber per recuperare il tempo perduto dai Paesi europei, dall’Italia più di altri”. Lo ha affermato oggi pomeriggio l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Affari esteri, intervenendo a Roma all’open evening dell’Alta scuola di economia e management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Per Terzi, con “il Regolamento sulla protezione dei dati (Gdpr) e la Direttiva sulla sicurezza della rete (Nis directive), l’Unione europea sta creando le premesse per un’evoluzione molto significativa della sicurezza informatica, della collaborazione tra pubblico e privato, e della interazione tra Paesi alleati per prevenire, resistere, e contrastare gli attacchi informatici”. L’ambasciatore ha osservato che “recenti sondaggi rilevano che solo il 46% delle imprese italiane si dichiarano pronte ad applicare tutte le misure previste dalla normativa Gdpr e Nis, sin dalla data della sua entrata in vigore dal 25 maggio 2018”. “Ma l’88% – ha aggiunto – precisa che restano ancora problemi tecnici, legali e organizzativi da risolvere urgentemente”. “In ogni caso – ha rilevato Terzi – per la prima volta sarà realizzato in Europa un sistema unitario nella sicurezza dell’informazione, posto sotto la responsabilità delle Autorità nazionali, con la supervisione di quelle europee, regolato da comuni standard di sicurezza”. A tal proposito, ha parlato di “effetto trasformativo” evidenziando “il considerevole salto di qualità che si verrà a determinare ‘nell’ambiente’ europeo della sicurezza informatica”. L’“effetto trasformativo” – ha proseguito – “agirà in profondità” e “influirà positivamente anche sul rafforzamento della comune sicurezza militare e della Difesa”.

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