Italiani nel mondo: Migrantes, “la mobilità è una risorsa”. “Trasformare l’unidirezionalità in circolarità”

Secondo il “Rapporto Italiani nel mondo” della Fondazione Migrantes, il Paese dove nell’ultimo anno sono arrivati più italiani è stato il Regno Unito con 24.771 iscritti, seguito da Germania (19.178), Svizzera (11.759), Francia (11.108), Brasile (6.829) e Stati Uniti (5.939). La Lombardia, con quasi 23mila partenze, si conferma la prima regione da cui gli italiani hanno lasciato l’Italia alla volta dell’estero, seguita dal Veneto (11.611), dalla Sicilia (11.501), dal Lazio (11.114) e dal Piemonte (9.022). Il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione con meno partenze. Per l’organismo pastorale della Cei, la mobilità è “una risorsa” perché “permette il confronto con realtà diverse ed è, se ben indirizzata, una opportunità di crescita e arricchimento. Oggi, però, nello stato generale di recessione economica e culturale in cui ci si ritrova, la migrazione, per gli italiani in particolare, è diventata nuovamente, come in passato, una valvola di sfogo, ciò che – spiegano i ricercatoti – potrebbe permettere di trovare una sorte diversa rispetto a quella a cui si è destinati nel territorio di origine”. Così intesa, la mobilità diventa “unidirezionale”, dall’Italia verso l’estero, con partenze sempre più numerose e con ritorni sempre più improbabili. “La questione – si legge – non è tanto quella di agire sul numero delle partenze – anche perché nel mondo globale la libertà di movimento, il sentirsi parte di spazi più ampi e di identità arricchite è quanto si sta costruendo da decenni – ma piuttosto di trasformare l’unidirezionalità in circolarità in modo tale da non interrompere un percorso di apprendimento e formazione continuo e crescente, da migliorare le conoscenze e le competenze mettendosi alla prova con esperienze in contesti culturali e professionali diversi tenendosi aggiornati e al passo con il mondo che cambia”.

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