Italiani all’estero: mons. Di Tora (Migrantes), “servono misure concrete per occupazione giovanile”. “Grazie a missioni e cappellanie nel mondo”

“La libertà di partire non deve negare la libertà di tornare o di restare nella propria patria”. Lo ha detto mons. Guerino Di Tora, presidente della Fondazione Migrantes e della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei, presentando oggi a Roma il Rapporto “Italiani nel mondo” 2017. Il tema centrale di riflessione, ha osservato commentando il dato secondo il quale oltre il 39% di chi ha lasciato l’Italia nell’ultimo anno ha un’età compresa tra i 18 e i 34 anni (oltre 9mila in più rispetto all’anno precedente, +23,3%), “è l’occupazione giovanile. Non bastano le statistiche – il monito del presule -; occorre che gli studi arrivino sulle scrivanie dei decisori politici. Un passo fondamentale è il passaggio dallo studio alla progettualità e alle misure concrete”. Il pensiero di mons. Di Tora è quindi andato ai missionari che accolgono i migranti e alle 160 cappellanie presenti in tutto il mondo” per accogliere i nostri connazionali che vanno all’estero e costituiscono un grande punto di riferimento e di sicurezza”. L’Ue, ha osservato ancora, ha garantito per decenni a tante generazioni pace e stato di diritto. “L’Italia è stata spesso chiamata a reagire alla sfida migratoria con solidarietà e questo ci viene riconosciuto dall’Europa”. Di qui l’auspicio he “questa accoglienza e solidarietà siano presenti anche per gli italiani in ogni luogo ove li porti la loro ricerca di benessere”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia

Informativa sulla Privacy