Rinascita cristiana: p. Ska (Pont. Ist. Biblico), “servono cristiani profetici, liberi e critici”

“I profeti ci insegnano a resistere ad un certo fatalismo, alla tentazione che le cose non si possono cambiare”. Lo ha ricordato il gesuita Jean Luis Ska, docente al Pontificio Istituto Biblico, intervenendo al convegno dei responsabili e degli animatori del movimento ecclesiale Rinascita cristiana, riuniti a Roma fino a domani. “I profeti ci insegnano a vivere le situazioni con una certa intelligenza: è importante non seguire la maggioranza, perché la verità non è una questione di maggioranza e non sono le correnti di opinione ad avere sempre ragione”, ha scandito padre Ska che ha presentato le figure di alcuni profeti per invitare anche i cristiani di oggi ad avere il loro coraggio. “Il profeta – ha rilevato – è qualcuno che ha le proprie ragioni, non quelle della massa, è colui che non si inchina davanti al potere, non teme l’impopolarità, è capace di elevarsi al di sopra delle discussione comuni e di interessarsi a valori superiori, così come di essere libero e critico”.
La capacità di profezia rappresenta dunque uno strumento basilare per affrontare i conflitti, sempre più presenti nel contesto odierno, a vari livelli, che secondo Rinascita cristiana devono essere “abitati”. “Abitare è diverso da fuggire, esodare, allontanarsi o accettare passivamente. Significa piuttosto sentirsi parte: è un verbo che chiama alla responsabilità”, ha osservato padre Paolo Benanti, teologo moralista, docente all’Università Gregoriana, per il quale “un criterio per abitare i conflitti è la condivisione”.

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