Cardinale Bassetti: convegno su La Pira, “solo se la politica ha a cuore dignità della persona e bene comune può trovare soluzioni alle sfide del mondo moderno”

Vaticano, 24 maggio 2017: il presidente della Cei Gualtiero Bassetti incontra i giornalisti (Siciliani-Gennari/SIR)

“Solo con una politica che abbia veramente a cuore la dignità della persona umana e che utilizzi il bene comune come unico criterio di scelta, si possono trovare delle soluzioni responsabili e realiste alle grandi sfide del mondo moderno: ai temi dello sviluppo, del disarmo, della mobilità umana, della bioetica, della convivenza di culture e religioni diverse, degli equilibri ecologici”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, intervenendo, a Palermo, al IV convegno nazionale “Spes contra Spem”, in occasione del quarantesimo anniversario della morte di Giorgio La Pira. “Credo che noi, uomini e donne del terzo millennio, dobbiamo risvegliarci da un certo torpore in cui siamo sprofondati negli ultimi decenni”, ha osservato Bassetti, secondo il quale sono stati “anni in cui ci siamo voluti illudere che assieme al tramonto delle ideologie fossero finite anche le ‘emergenze storiche’. Ma non è così”. Il grande “cambiamento d’epoca”, secondo il presidente della Cei, “ci obbliga a stare svegli, a guardare lontano e ad assumere una prospettiva globale, pur restando ben ancorati alla nostra storia, alle nostre tradizioni e ai nostri luoghi”.
“Da questo punto di vista – ha rilevato – la visione profetica di La Pira è di fondamentale importanza: per la Chiesa e l’Italia”. Per il cardinale, “non sarà il realismo dei materialisti a consegnare un ‘mondo migliore’ alle generazioni future; non sarà certo il ‘realismo’ di chi crede che tutto abbia un prezzo e che l’uomo vive solo di ciò che riesce a vendere e comprare; e non sarà, infine, il realismo dei fondamentalisti che, negando la bellezza di Dio, operano la più radicale ed atea negazione di Dio”. “L’unico realismo che apre le prospettive alle generazioni future – ha concluso – è quello del Vangelo delle Beatitudini e di chi non si stanca di avere un inesauribile fame e sete di giustizia”.

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