Rohingya: Unicef, nei campi per rifugiati in Bangladesh la campagna di vaccinazione contro il colera

È iniziata oggi una campagna di vaccinazione su larga scala contro il colera vicino a Cox’s Bazar, in Bangladesh, per proteggere i rohingya recentemente arrivati e le comunità ospitanti da questa malattia diarroica potenzialmente letale. Oltre 200 team mobili per le vaccinazioni stanno consegnando 900.000 dosi di vaccini, rendendola la seconda campagna di vaccinazione orale per il colera più grande di sempre. La campagna, guidata dal Ministero della Salute e supportata dall’Oms e dall’Unicef, si svolge a Ukhiya e Teknaf, dove oltre 500.000 persone sono arrivate da agosto attraversando il confine, unendosi al grande numero che stava già alloggiando in diversi insediamenti e campi per rifugiati. Il primo ciclo della campagna coprirà 650.000 persone di un anno di età e maggiori di un anno. Il secondo ciclo partirà il 31 ottobre e avrà come obiettivo quello di raggiungere 250.000 bambini fra uno e cinque anni con una dose di vaccino aggiuntiva per una protezione maggiore. “Questa è la seconda campagna di vaccinazione orale più grande al mondo, dopo quella di Haiti nel 2016″, ha dichiarato Edouard Beigbeder, rappresentante dell’Unicef in Bangladesh. “Il colera è una malattia pericolosa, soprattutto per quei bambini che vivono in condizioni poco igieniche e in spazi angusti. La prevenzione è fondamentale”. Nell’ultima settimana sono stati registrati e curati almeno 10.292 casi di diarrea negli insediamenti e nei campi. L’Oms ha messo in guardia sui potenziali rischi di un’epidemia di colera. L’Unicef e l’Oms stanno supportando il Ministero della Salute attraverso la pianificazione, la distribuzione, l’orientamento dei volontari, la copertura dei costi operativi e le attività di monitoraggio.

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