Rapporto Transparency: Orlando (ministro giustizia), urgente disciplinare l’attività di lobbying

“Senza una disciplina dell’attività delle lobbies si lascia uno spazio interpretativo enorme” a livello giudiziario e questo “nel pieno di una competizione elettorale può avere un impatto molto forte sul processo democratico”. È quanto ha sostenuto il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, intervenendo alla presentazione dell’Agenda anticorruzione 2017 di Trasparency International Italia. Orlando ha ripreso un tema già sollevato nella stessa occasione dal presidente dell’Anac, Raffaele Cantone, sottolineando come certe funzioni svolte dai partiti “si siano trasferite, esercitate peggio, su fondazioni e associazioni”. In particolare le fondazioni, nate con altri obiettivi (“gestire una biblioteca”, ha esemplificato il ministro), ora “vengono utilizzate per raccogliere fondi per le campagne elettorali” ed è quindi fondamentale che sia garantita la “trasparenza” nei rapporti tra di esse e i partiti. “L’abolizione del finanziamento pubblico dei partiti – ha affermato Orlando – non ha risolto il problema del finanziamento della politica, lo ha creato”. Il Guardasigilli ha anche indicato un rischio specifico per la prossima campagna elettorale: se si dovesse andare alle urne con le norme vigenti, “in un collegio grande come la Lombardia e con la preferenza unica, un candidato potrebbe impegnare una cifra intorno al milione di euro”, con tutti i pericoli che ciò implicherebbe.

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