Vocazioni: mons. Vitale (vescovo in Albania), “dopo un periodo di crisi, la chiamata del Signore”

Mons. Ottavio Vitale

“Testimoni di una Chiesa marcata a fuoco dalla sua Missione”: è il titolo della tavola rotonda svoltasi questo pomeriggio nell’ambito del convegno nazionale vocazionale in corso a Roma sul tema “Alzati, e non temere. Vocazioni e santità: io sono una missione”. I lavori proseguiranno fino a domani alla Domus Pacis (The Church Village Hotel) di Roma. La giornalista di Tv2000, Gabriella Facondo, ha coordinato i lavori e ha dato anzitutto la parola a mons. Ottavio Vitale, italiano, da oltre vent’anni in Albania e ora vescovo di Lezhe. Padre Vitale ha raccontato del suo arrivo nel Paese delle aquile, da poco liberatosi del comunismo. “Ho trovato un Paese davvero malandato, con tanta povertà e dignità; temevo di non essere all’altezza del compito”. La visita di Giovanni Paolo II in Albania, pochi mesi prima del suo arrivo, “aveva però portato un segnale di incoraggiamento: la Chiesa c’è possiamo farcela”. Da lì l’impegno pastorale “in una terra dove convivono in pace religioni diverse”, con una tenace fede popolare e “dove i giovani hanno voglia di sentire parlare di Cristo”. Padre Vitale, rogazionista, ha poi raccontato della sua chiamata vocazionale: “è stato l’incontro con una comunità di persone disabili che mi ha fatto attraversare un periodo di interrogativi e di crisi spirituale, per poi farmi comprendere che cosa volesse davvero da me il Signore”.

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