Vocazioni: don Tolentino Mendonça, “l’uomo ha bisogno di essere amato e chiamato”

“La questione della vocazione nella Chiesa ci chiede di riscoprire la vocazione della persona umana. L’uomo ha bisogno di scoprire la sua vocazione divina, ha bisogno di vedersi amato e chiamato”. È quanto ha affermato questa mattina don José Tolentino Mendonça, poeta e teologo portoghese, nel corso del convegno nazionale vocazionale “Alzati, va’ e non temere” in svolgimento a Roma. “Il nostro tempo assomiglia troppo al commento degli ultimi braccianti nella parabola dei lavoratori della vigna”, ha proseguito il sacerdote, ricordando che “alla domanda essi rispondono ‘perché nessuno ci ha preso a giornata’ o, nella traduzione della Vulgata, ‘perché nessuno ci ha guidato’”. “C’è nel cuore umano carenza di Dio e di assoluto”, ha osservato don Tolentino Mendonça, evidenziando che “quando la speranza non ci fa sentire il suo tocco, pare che nessuno ci guidi”. Per il sacerdote, “la scoperta e la maturazione di una vocazione in una donna o in un uomo sono momenti della sua creazione, nascono da un processo che è esercizio di speranza”. “È la speranza che apre uno spiraglio – ha sottolineato – che fa vedere, al di là delle dure condizioni attuali, le ricchezze di possibilità che sono nascoste”. “Solo la speranza è capace di dialogare con il futuro e di renderlo vicino”, ha notato don Tolentino Mendonça, per il quale “la nostra esistenza è il risultato di una professione di speranza”.

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