Vocazioni: don Tolentino Mendonça, “a volte sembriamo scrittori di guide di viaggio per luoghi che non abbiamo visitato mai”

“Domandiamoci se noi religiosi, pastori, seminaristi non sembriamo in certi momenti degli scrittori di guide di viaggio per luoghi che non abbiamo visitato mai”. Lo ha affermato questa mattina don José Tolentino Mendonça, poeta e teologo portoghese, intervenendo al convegno nazionale vocazionale “Alzati, va’ e non temere” in corso da ieri a Roma. “Il Signore è pronto a chiamarci. Abbandoniamo una spiritualità vaga in cui siamo spettatori dispersi, cerchiamo Colui che conferma e che dà consistenza al nostro desiderio”, l’invito di don Tolentino Mendonça, secondo cui “il nostro quotidiano si fa rarefatto, frammentario e assente in relazione alla manifestazione di Dio”. “Però – ha aggiunto – Dio è fedele alla persona umana e alla storia”. “Il Signore non smette mai di comunicare con noi, ma è necessaria una pedagogia che ci aiuti a fare tornare a lui il nostro cuore”, ha proseguito il sacerdote, domandando: “Non è forse questa l’unica via vera e feconda di una pastorale vocazionale per tutta la Chiesa?”. Riferendosi alle parole del geografo ed esploratore Franco Michieli, mostrate in un video proiettato nella mattinata, don Tolentino Mendonça ha sottolineato tre affermazione per approfondire il tema della sua relazione: “i momenti in cui non si conosce sono più interessanti”, per parlare di “profezia”; “quando ci rapportiamo con l’ignoto esso si rivela”, per riflettere sulla “missione”; infine “non son i viaggiatori che trovano le strade ma sono le strade che trovano i viaggiatori”, per meditare sulla “speranza”.

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