Salute: Ospedale Bambino Gesù, “una nuova terapia guarisce i bambini dalla fibrosi epatica”

È stata messa a punto dai medici del Bambino Gesù di Roma “una nuova terapia in grado di sconfiggere la fibrosi del fegato grasso nei bambini e di migliorare in maniera significativa i parametri metabolici”. Lo si apprende da una nota dell’Ospedale pediatrico, nella quale si sottolinea che “la sua efficacia è stata dimostrata per la prima volta da una sperimentazione clinica condotta su 43 piccoli pazienti con fegato grasso infiammato associato a deficit di vitamina D”. “Fino ad oggi – prosegue la nota – non esisteva una terapia valida per la steatoepatite non alcolica pediatrica (Nash), la forma più severa di fegato grasso caratterizzata da infiammazione e danni epatici – come la fibrosi appunto – che possono portare alla cirrosi”. Per i bambini, sovrappeso e obesità hanno “portato all’aumento di casi di fegato grasso o steatosi epatica non alcolica (Nafld)”. Secondo quanto riferito dall’Ospedale pediatrico, “in Italia si stima che ne sia affetto circa il 15% dei bambini, ma si arriva fino all’80% tra i bambini obesi”. Si possono manifestare anche danni metabolici caratterizzati da aumento della circonferenza addominale, ipertensione, insulino-resistenza e ipercolesterolemia che aumentano il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2, sindrome metabolica o malattie cardiovascolari. “Si tratta di effetti collaterali – spiegano – che riducono le aspettative di vita come mai successo dal dopoguerra a oggi”.

“Lo studio del Bambino Gesù – chiarisce Valerio Nobili, responsabile dell’unità operativa di malattie epato-metaboliche del Bambino Gesù – ha dimostrato per la prima volta che la terapia combinata con Dha e vitamina D può ridurre nei bambini con Nafld la progressione del danno epatico agendo sulla fibrogenesi”. “Possiamo quindi dire che per questi bambini con fegato grasso infiammato oggi abbiamo una valida soluzione terapeutica, fino a ieri non disponibile, e facilmente prescrivibile anche da un pediatra di base”, prosegue Nobili, annunciando che “stiamo già lavorando a una terapia che preveda anche la somministrazione di specifici probiotici” per giungere a “una terapia in grado non solo di bloccare lo sviluppo della fibrosi e il progredire della malattia epatica, ma di farla regredire fino alla completa guarigione”.

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