Epifania: Caltagirone, domani la VI Festa dei bambini, “È arrivato l’anno nuovo. È tornato don Luigi Sturzo!”

“Servono nuove epifanie del bene comune: si costruisce a partire dai piccoli!”: con queste parole Salvatore Martinez, presidente della Fondazione “Mons. F. Di Vincenzo”, illustra la VI Festa dei bambini, che si svolgerà a Caltagirone, presso il Casale del Fondo Sturzo, in Contrada Russa dei Boschi, giovedì 5 gennaio. Patrocinata dall’Associazione “Vivere per Messina”, sotto l’egida della Diocesi di Piazza Armerina e della Diocesi di Caltagirone, l’evento ha per titolo “È arrivato l’anno nuovo. È tornato don Luigi Sturzo!” ed è riservato a 100 bambini in età scolare (sino agli 11 anni) senza famiglia o provenienti da famiglie in difficoltà, secondo gli elenchi posseduti dagli Assessorati locali competenti e dalle Caritas Diocesane. Saranno presenti anche minori immigrati non accompagnati provenienti dal Centro di Accoglienza “Zingale-Aquino” in Aidone, gestito dalla Fondazione “Mons. F. Di Vincenzo”. I bambini saranno coinvolti in giochi e animazioni, con riferimenti alla figura del servo di Dio don Luigi Sturzo. È previsto un rinfresco e la speciale distribuzione di doni che per la circostanza saranno offerti dall’Associazione “Vivere per Messina”. Le Diocesi di Piazza Armerina e di Caltagirone saranno rappresentate dai due vescovi, rispettivamente monsignor Rosario Gisana e monsignor Calogero Peri. Interverrà anche il vescovo emerito di Piazza Armerina, ora arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi. “Ripartire dai bambini svantaggiati e altrimenti esclusi, non è solo un gesto di carità sociale e di giustizia riparativa, ma un deciso atto di volontà comunitaria nella salvaguardia del bene comune – afferma Martinez – non ci stancheremo di ripetere che una società civile costruisce il bene comune a partire dagli ultimi, dalla difesa della dignità umana, dall’abbreviare le distanze tra poveri e ricchi, dal rimuovere le cause di ingiustizia che precludono il futuro delle nuove generazioni. Servono nuove “epifanie” del bene comune!”.

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