Cardinale Bassetti: “Chiesa vigna sterile se non appare come testimone credibile di carità, giustizia, attenzione ai poveri”

“Se io, vescovo e pastore, mi rivelassi incapace di amare, sarei un fallito. Se la Chiesa non appare come testimone credibile di carità, giustizia, attenzione ai poveri è una vigna sterile”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il cardinale Gualtiero Bassetti, nel corso della celebrazione eucaristica che ha concluso i festeggiamenti per san Costanzo, vescovo e martire, patrono della città e dell’arcidiocesi. “Chiediamo al Signore che ci doni di essere testimoni coraggiosi della risurrezione di Cristo nell’accogliere i fratelli sofferenti”, ha detto Bassetti, rivelando che “vorrei che i vostri problemi (e sono tanti), le vostre attese e le vostre speranze impastassero sempre di più il pane quotidiano dei miei pensieri, della mia preghiera e del mio ministero di pastore”. “Vorrei riuscire, ormai sullo scorcio del mio episcopato, a interpretare le vostre esigenze umane e spirituali con lo stesso cuore di san Costanzo”, ha aggiunto il cardinale, ricordando che “la presenza di Gesù in noi si sviluppa in amore fraterno e i frutti di questo amore fraterno sono misericordia, perdono, generosità, comprensione, impegno a favore dei fratelli”. Purtroppo “più cresce in certi settori l’agiatezza sociale, più si scava l’abisso dei poveri e più cresce la tipologia dei miseri”, ha osservato l’arcivescovo, parlando di “vittime della cultura ‘del non senso’” e “della cultura della ‘crisi’”. E rivolgendosi ai giovani, Bassetti ha detto: “ho bisogno della vostra ‘profezia’. Sappiate andare oltre l’etichetta di ‘bravi ragazzi’, per diventare apostoli del Signore della vita”.

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