Terremoto Centro Italia: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia), “fidarci di Dio anche nel buio degli eventi”

Mons. Renato Boccardo, veglia del 27 gennaio

“Il primo compito dei cristiani dinanzi ad una calamità è gridare a Dio e chiedergli misericordia per il popolo. La preghiera e il digiuno, poi, danno forza a quella misericordia che ogni giorno attuiamo nella nostra vita e che noi come comunità cristiana, in questo momento storico, concretizziamo con progetti di sostegno alle persone e alle zone colpite dal terremoto”. Lo ha detto l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, ieri sera nella palestra dell’Oratorio del Sacro Cuore a Spoleto, alla veglia di preghiera a conclusione della giornata di digiuno indetta “per elevare a Dio onnipotente una preghiera accorata e confidente perché si calmino le forze della natura – in particolare il terremoto”.

Spoleto, veglia di preghiera del 27 gennaio

Spoleto, veglia di preghiera del 27 gennaio

“Gli eventi sismici di questi mesi – ha affermato il presule – possono ispirare nella gente lo stesso grido di Isaia: ‘Il Signore mi ha dimenticato’. Ma Gesù non è venuto per spiegarci o togliere il male e la morte, ma per prendere su di sé queste particolari situazioni, aiutandoci ad affrontarle. Un’altra domanda che sorge nelle nostre menti dopo queste infinite scosse è: quando ne usciremo e come? Dio però ci dice: ‘I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie’”. Dunque, ha concluso l’arcivescovo, “dobbiamo fidarci di lui anche nel buio degli eventi, anche quando la tempesta, che per noi in questo momento è il terremoto, sembra prendere il sopravvento”.

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