Teologia e pastorale: don Toniolo, “laici, ministerialità e formazione permanente” le priorità per il futuro

“Laici, ministerialità e formazione permanente”. Sono queste le tre parole d’ordine su cui si gioca il futuro del “dialogo” tra teologia e pastorale. Lo ha detto don Andrea Toniolo, responsabile del Servizio Cei per gli studi superiori di teologia e di scienze religiose, concludendo oggi a Roma il convegno nazionale delle facoltà teologiche e degli Issr. “Il laicato – ha ricordato don Toniolo – è stato il grande protagonista del Concilio e del post-Concilio, e gli Issr sono nati proprio per permettere ai laici l’accesso anche al livello superiore di studi teologici, non solo a quello di base. L’annuncio, l’evangelizzazione, non può essere solo compito del clero: i laici non sono ripetitori, sono interpreti e devono avere tutti gli strumenti per interpretare la realtà, leggerla alla luce della fede e agire cristianamente”. Di qui la necessità di “promuovere, incentivare, sostenere i laici”, anche come insegnanti di teologia, “non solo al maschile ma anche al femminile”. La formazione teologica dei laici, inoltre, per don Toniolo non deve essere finalizzata solo all’insegnamento della religione cattolica, ma anche a “nuove ministerialità pastorali, finora svolte solo a titolo di volontariato ma che possono diventare per i laici vere e proprie professioni remunerate, se  si tratta di impegni pastorali a tempo pieno”. Infine, la formazione, che nelle facoltà di teologia e negli Issr potrebbe essere valorizzata “non solo come formazione iniziale, ma anche come formazione in servizio e permanente”, attraverso “percorsi strutturati di aggiornamento” destinati a preti e insegnanti.

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