Brasile: ex presidente Roussef ad Avvenire, “farò il possibile e l’impossibile per difendere la democrazia”

“Farò il possibile e l’impossibile per difendere la democrazia dalla malattia terribile che rischia di farla ammalare. Ovvero la sua sostituzione con uno stato di emergenza permanente. Quello che sta facendo ora il nuovo governo brasiliano”. A dichiararlo Dilma Rousseff, l’ex presidente del Brasile, in una intervista concessa ad Avvenire, a margine del seminario “La solitudine della democrazia”, organizzato a Lecce dall’Università del Salento. “Non si tratta della dittatura classica, come quella che ho vissuto in passato – avverte la prima donna capo di Stato del Brasile – quest’ ultima riduceva al minimo i diritti per tutti. Ora, i vecchi regimi hanno mutato pelle. E applicano nuovi metodi”. “Uno di questi, denominato ‘giustizia per il nemico’, è stato ben sintetizzato da un procuratore a proposito del mio predecessore, Luiz Inacio Lula da Silva – ha precisato -. ‘Non ho bisogno di prove contro di lui. Ho certezze’, ha detto il procuratore”. Per Roussef, invece, “Lula è un vero democratico” e se si candidasse nel 2018 “sarebbe il miglior candidato” perché “l’unico antidoto efficace al virus dello ‘stato d’ eccezione’. Non permetterebbe a questa malattia di infettare il nostro sistema”. L’ex presidente del Brasile si dice convinta della vittoria di Lula, “a meno che non impieghino qualche stratagemma per fermarlo. Non possono farlo in modo democratico. Ci vorrebbe un secondo golpe. Il primo è stato quello nei miei confronti. L’ altro consisterebbe in qualche misura istituzionale o giudiziaria ah hoc per metterlo fuori gioco”.

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