Portogallo: Portimão, Giornata formazione del clero. Padre Carbajo, “comunicazione più interattiva, orizzontale e diretta”

Nel corso della Giornata di formazione del clero del sud del Portogallo tenutasi la scorsa settimana nella cittadina algarvia di Portimão, il padre francescano Martín Carbajo, specialista in Etica della comunicazione nelle reti sociali, ha affermato che “nell’era digitale le omelie dei sacerdoti dovrebbero cambiare, perché l’evangelizzazione della Chiesa cattolica non può continuare ad essere una mera trasmissione di contenuti”. Presentando alla stampa le sue due conferenze – “Reti sociali e comunicazione sociale, attenzioni da tenere e scommesse da fare” e “Note per un progetto nazionale o regionale dei mass media al servizio dell’evangelizzazione” – il professore della Pontificia Università Antonianum ha aggiunto che “la comunicazione della Chiesa dev’essere più interattiva, orizzontale e diretta: interattiva, perché deve maggiormente partire dal dialogo a tu per tu; orizzontale, perché oggi non esiste più una società piramidale e gerarchizzata, nella quale il clero era distante dai fedeli; diretta, perché deve ricercare la sintonia con le aspettative delle persone”.
Richiamando il “magistrale esempio” di Papa Francesco nel suo interloquire più con i gesti che con i discorsi, il religioso francescano ha spiegato che nell’epoca attuale è infatti necessario istaurare un dialogo implicito con lo spettatore: “Evangelizzare deve diventare sinonimo d’incontro; significa saper raccontare un’esperienza concreta, personale, di un Dio che si è rivelato a coloro che ancora non l’hanno provata”. Padre Carbajo ha concluso: “Il sacerdote dev’essere cosciente del fatto che le persone possiedono già dentro di sé i semi del Verbo, e quindi deve soprattutto aiutarle a scoprire le domande e risolvere le loro ansie più inquietanti”.

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