Colloqui Astana: De Mistura (Onu), “siriani hanno bisogno della fine della violenza”

“Il popolo siriano ha bisogno della fine della violenza, ha bisogno di sostegno e di una via che lo conduca fuori dal conflitto verso un futuro di dignità. So quanto i siriani siano orgogliosi, so quanto si dicano orgogliosi di essere siriani, della loro bella nazione che tanto ha dato alla civiltà umana”: lo ha detto l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan De Mistura, aprendo oggi ad Astana i colloqui sulla crisi siriana cui partecipano rappresentanti del Governo di Damasco e membri di 15 gruppi dell’Opposizione. “La violenza è diminuita in Siria – ha affermato il diplomatico – ma non è ancora cessata. Dobbiamo fare meglio”. Da qui la necessità di “consolidare un cessate il fuoco a livello nazionale” che è solo “un primo passo. Non esiste soluzione sostenibile a lungo termine del conflitto in Siria che possa essere raggiunta con i mezzi militari, ma solo attraverso un processo politico”. I due contendenti, per De Mistura, “devono rinunciare a utilizzare mezzi militari”. Intenzione delle Nazioni Unite, inoltre, è quella di convocare a Ginevra al più presto (febbraio, ndr.) negoziati intra-siriani formali – e, se possibile – diretti” per trovare “una soluzione politica, come indicato nelle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza, tra cui la 2254”. La speranza di De Mistura è che “rafforzando il cessate il fuoco si possano raggiungere veri negoziati diretti tra le due delegazioni rafforzate e ampliate”. “Non perdiamo di vista l’orizzonte cui tutti i siriani aspirano – ha concluso il diplomatico –: la liberazione dei detenuti, il rilascio delle persone rapite, il ritorno sicuro dei rifugiati, e degli sfollati, il pieno funzionamento delle Istituzioni dello Stato e delle infrastrutture. Non vogliamo un’altra Libia. Una volta che si sarà avviato un processo credibile di revisione della governance in Siria, allora la comunità internazionale si mobiliterà per contribuire a rilanciare l’economia e ricostruire il paese. Questa è la prospettiva che deve guidarci nei nostri colloqui”.

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