Costituzione: De Palo (Forum famiglie), per convivenza civile “ripartire dalla dottrina sociale della Chiesa”

“Non posso consegnare ai miei figli un Paese dove tutto è condizionato o addirittura bloccato dall’ideologia e da una visione del parziale. Questo nostro Paese ha bisogno di qualcosa in più di una convivenza civile, d’imparare un alfabeto che s’impara in famiglia. Molte volte si parla di uguaglianza ma sappiamo che non siamo tutti uguali. La famiglia è uno dei luoghi dove si può scoprire qualcosa di più della convivenza civile”. Ne è convinto Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari. Prendendo la parola alla tavola rotonda promossa dall’Uciim alla Camera dei deputati su “Quali valori per una convivenza civile?”, De Palo spiega che “occorre andare oltre il formalismo, lo stiamo sperimentando con il terremoto che dimostra che possiamo parlare di un Paese coeso che è qualcosa di più grande”. Da che cosa ripartire? Non ha dubbi il presidente del Forum: “Dalla dottrina sociale della Chiesa i cui principi sono peraltro declinati anche dalla Costituzione italiana”. In particolare da cinque principi. “Anzitutto la dignità della persona umana che è intrinseca nella sua natura. Il secondo è il bene comune che va oltre la somma degli interessi particolari”. E ancora: “La solidarietà, in particolare il dialogo intergenerazionale che dobbiamo riscoprire, e la sussidiarietà. Oggi lo Stato percepisce le famiglie come dei concorrenti anziché degli alleati”. Infine “la partecipazione, il modo migliore con il quale ciascuno di noi può offrire il proprio contenuto alla convivenza civile. Tutto questo – la conclusione di De Paolo – è possibile, come ha detto Francesco al Convegno ecclesiale di Firenze, lavorando gomito a gomito”.

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