Terremoto: mons. Marconi (Macerata), “i piani di recupero e di rientro delle famiglie si allungheranno”

“Vicini a chi sta duramente affrontando il momento della prova e tra quanti sono spaventati e preoccupati”. Così monsignor Nazzareno Marconi, vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, dopo gli eventi sismici che hanno colpito nuovamente le Marche e gran parte del Centro Italia. Con le quattro, forti scosse del 18 gennaio, le popolazioni già provate dal terremoto hanno rivissuto le drammatiche ore del 24 agosto prima e del 26 e 30 ottobre poi. Anche questa zona marchigiana, specialmente il centro tolentinate, è stata interessata dalle scosse che hanno causato non poche conseguenze – sia alle abitazioni che alle scuole – mettendo in difficoltà anche le realtà produttive del territorio. A complicare il tutto le abbondanti nevicate, superiori alle previsioni annunciate. “Risultano solo aggravamento di danni già noti – aggiunge mons. Marconi – e il problema concreto è che per i piani di recupero e di rientro delle famiglie nelle proprie abitazioni i tempi si allungano in quanto le valutazioni e le progettazioni svolte finora vanno necessariamente di nuovo aggiornate”. Non meno facile la situazione nell’entroterra, dove nell’Alto Maceratese, tra sisma e condizioni meteo, sono evidenti le difficoltà logistiche per garantire sicurezza alle famiglie e agli allevamenti. Diverse le frazioni e i piccoli paesi rimasti completamente isolati a causa del manto nevoso che ha reso difficili i collegamenti.

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