Monsignor Galantino: “guardando al bello è possibile non perdere speranza”. Attenzione a bellezza è “discorso serio, educativo”

“Per noi l’attenzione alla bellezza è un discorso serio, educativo, non solo una modalità di conservazione di un patrimonio”, e “guardando al bello esiste la possibilità di non perdere la speranza”. Lo ha detto il segretario generale della Conferenza episcopale italiana, monsignor Nunzio Galantino, intervenuto alla presentazione, oggi a Roma, del progetto di ricerca “Educarsi alla Bellezza. Indagine sulla formazione del clero e degli artisti in vista della committenza di opere d’arte per il culto cristiano”, realizzato dal Dipartimento “Arte e fede” del Pontificio Consiglio della cultura, che ha ospitato l’incontro, e dall’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei. “Non nascondo l’imbarazzo a parlare di educazione alla bellezza mentre stanno passando davanti agli occhi le immagini terribili del terremoto”, esordisce il presule, riferendo di avere parlato telefonicamente, tra ieri sera e questa mattina, con i vescovi delle diocesi colpite. Nel richiamare il protocollo d’intesa tra il commissario straordinario del Governo Vasco Errani, il ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) e la Cei sottoscritto lo scorso 28 novembre per il recupero dei beni culturali di interesse religioso “sottoposti da agosto in poi, e ancora oggi ad uno stress particolarmente pesante”, Galantino sottolinea la “collaborazione interessante con gli organi governativi per il recupero del bene e il senso che questo può avere per la popolazione”. “È solo un’evasione – si chiede -, un girare lo sguardo dall’altra parte o esiste la possibilità guardando al bello di non perdere la speranza?”. “Mi è sembrato bello – prosegue – trovare da parte degli organi governativi un’attenzione che non andava sulle strutture o gli edifici ma sulle persone”. “L’impiego dell’8 x mille” negli interventi nelle aree terremotate “per me è giustificato come attenzione da parte della Chiesa cattolica per la funzione educativa e sociale che queste opere possono aver in particolare in questo momento”. Anche il governo, conclude “ci ha riconosciuto un impiego serio dell’8 x mille. Per noi l’attenzione alla bellezza è un discorso serio, educativo, non solo una modalità di conservazione di un patrimonio”.

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