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Metropolita Hilarion: unità della Chiesa, “a La Havana non si è detto nulla di nuovo ma lo abbiamo detto insieme”

“Ci sono molte cose che possiamo fare insieme senza essere ancora pienamente uniti”. È una via costellata da iniziative e progetti comuni quelle che il metropolita Hilarion, responsabile del Dipartimento per le relazioni esterne del Patriarcato di Mosca, traccia in un’intervista rilasciata a Parigi al Sir e a “Famille Chrétienne”. “Affrontiamo gli stessi cambiamenti e possiamo intensificare la nostra cooperazione. Troppo spesso, facciamo le cose separatamente. Per esempio, il Papa fa una dichiarazione e il Patriarca dice da parte sua la stessa cosa, ma tutti e due separatamente. Sono convinto che il messaggio che esprimono, può diventare più forte se entrambi parlassero con una voce sola. È ciò che è successo a La Havana. Non hanno detto nulla di rivoluzionario o di nuovo, nulla che non avessero detto già prima. Ma ciò che è stato importante, è che erano insieme, che abbiamo detto qualcosa con una voce sola, che siano stati capaci di parlare insieme e di intraprendere azioni comuni. Credo che in questa maniera, saremo sempre più incisivi”. Il metropolita russo cita come esempio di collaborazione concreta il progetto in corso a sostegno delle popolazioni siriane. “Abbiamo scelto la Siria perché in quel Paese le persone soffrono. È un Paese dove c’è la guerra, delle vittime, dei rifugiati e hanno bisogno di aiuto. Abbiamo organizzato missioni umanitarie comuni. I rappresentanti delle nostre Chiese hanno visitato diverse comunità, città e villaggi per analizzare la situazione e identificare quali fossero i bisogni reali. Certo, quello che possiamo fare non è abbastanza per risolvere i problemi di quel Paese. Per riuscirci, occorrono soluzioni politiche. Ma noi lavoriamo lo stesso. Papa Francesco ha avuto scambi con i responsabili di differenti Paesi sulla Siria. E il patriarca Kirill sta facendo altrettanto”.

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