Educazione di genere: Agesc, “gli otto ddl presentati alla Camera lesivi della Costituzione”

Gli otto disegni di legge sull’introduzione dell’educazione di genere nella didattica, presentati ieri alla Camera, “sono lesivi del diritto costituzionale all’educazione”. È quanto si legge in un documento presentato da Giancarlo Frare, vice presidente dell’Agesc (Associazione genitori scuole cattoliche), durante l’audizione alla Commissione Cultura e Istruzione per l’esame delle proposte di legge n. 1230. La Costituzione, ricorda Frare, impone “alla famiglia di istruire ed educare i figli e alla Repubblica di agevolare la famiglia nell’adempimento dei compiti relativi”. Frare evidenzia “il pericolo insito nella volontà di intervenire sull’educazione emotivo-sentimentale, che non rappresenta il compito principale per il quale la famiglia affida alle scuole del sistema nazionale di istruzione i propri figli”. Inoltre, l’Agesc ritiene “estremamente pericoloso introdurre l’insegnamento curriculare dell’educazione sentimentale attraverso la coercitiva modifica dei piani di studio, privando di fatto le scuole dell’autonomia e le famiglie di qualsiasi possibilità di esprimere il proprio consenso informato”. Inoltre, “favorire lo sviluppo dell’identità di genere e rimuovere gli stereotipi presenti mediante l’applicazione del progetto Polite potrebbe indurre condizionamento, o peggio censura, verso autori ‘non allineati’ e la progressiva scomparsa del pluralismo educativo, soppiantato dall’uniformità garantita dalla centralizzazione scolastica”, conclude Frare.

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