Diocesi: mons. Mazzocato (Udine) ha guidato oggi il pellegrinaggio al santuario di Castelmonte

“Quarant’anni fa in mezzo alle macerie del terremoto, monsignor Battisti ebbe l’intuizione spirituale di guidare il popolo friulano verso il santuario di Castelmonte e avviò il primo pellegrinaggio diocesano alla Madone di Mont. Da buon pastore, sentiva che le persone e le comunità avevano bisogno specialmente di speranza per guardare in avanti e perchè sotto le rovine del sisma non rimanesse sepolta anche l’anima del Friuli”. Lo ha detto, oggi, l’arcivescovo di Udine, monsignor Andrea Bruno Mazzocato, nella celebrazione eucaristica a conclusione del pellegrinaggio votivo diocesano – partecipato da oltre un migliaio di persone – al santuario mariano di Castelmonte/Madone di Mont/Stara Gora. Un pellegrinaggio che ha assunto un significato particolare collocandosi nel 40° anniversario del terremoto in Friuli: infatti, proprio l’8 settembre 1976 l’allora arcivescovo di Udine, monsignor Alfredo Battisti, invitò il popolo friulano a salire a Madone di Mont, per bere al recipiente di Maria, incontrare i suoi occhi misericordiosi e chiedere al Signore, per sua intercessione, il dono della ricostruzione. “Continuando la grande tradizione inaugurata da mons. Battisti -ha aggiunto mons. Mazzocato -, siamo giunti anche quest’anno alla nostra Madone di Mont. A lei affidiamo, ancora una volta, le vittime del nostro terremoto e di quelli più recenti. A lei chiediamo la grazia di continuare il cammino della speranza sul quale la Chiesa di Udine ha avuto la fede e la forza morale di incamminarsi rialzandosi dalle macerie”.
L’arcivescovo ha quindi sottolineato che il pellegrinaggio 2016 collocandosi nel contesto del Giubileo straordinario della Misericordia, diventa un momento forte per chiedere l’intercessione della Madonna per continuare “a valorizzare questo anno di grazia fino alla sua conclusione, che faremo il 13 novembre in cattedrale a Udine e il 20 novembre, con Papa Francesco a Roma”. Concludendo l’omelia monsignor Mazzocato ha indicato anche il prossimo cammino della Chiesa udinese:“che sarà segnato da un progetto diocesano che porterà le parrocchie vicine di una certa a zona ad aprirsi l’una con l’altra per collaborare strettamente tra loro. Insieme formeranno una Collaborazione pastorale. Affidiamo oggi alla speciale intercessione di Maria, nostra Madre questo progetto diocesano perché sia una ripartenza piena di coraggio e di speranza come, quarant’anni fa’, lo fu la ricostruzione dal terremoto”

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