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Papa Francesco: udienza, no a “fede fai-da-te”, “rifugio psicologico” o che giustifica odio e violenza

foto SIR/Marco Calvarese

“L’ammonimento di Gesù è sempre attuale: anche oggi l’uomo costruisce immagini di Dio che gli impediscono di gustare la sua reale presenza”. Con queste parole, nella parte finale della catechesi dell’udienza generale di oggi, il Papa ha pronunciato alcuni “no” fermi e decisi: alla fede “fai-da-te”, a chi usa la fede “per giustificare i propri interessi” o per l’odio e la violenza, ma anche a chi riduce Dio a “rifugio psicologico” per momenti difficili o a un “buon maestro” di principi etici, eliminando l’imprescindibile spinta missionaria del cristianesimo. “Alcuni – ha ammonito Francesco entrando nel dettaglio – si ritagliano una fede fai-da-te che riduce Dio nello spazio limitato dei propri desideri e delle proprie convinzioni. Ma questa fede non è conversione al Signore che si rivela, anzi, gli impedisce di provocare la nostra vita e la nostra coscienza”. “Altri riducono Dio a un falso idolo”, ha proseguito: “Usano il suo santo nome per giustificare i propri interessi o addirittura l’odio e la violenza. Per altri ancora Dio è solo un rifugio psicologico in cui essere rassicurati nei momenti difficili: si tratta di una fede ripiegata su sé stessa, impermeabile alla forza dell’amore misericordioso di Gesù che spinge verso i fratelli. Altri ancora considerano Cristo solo un buon maestro di insegnamenti etici, uno fra i tanti della storia. Infine, c’è chi soffoca la fede in un rapporto puramente intimistico con Gesù, annullando la sua spinta missionaria capace di trasformare il mondo e la storia”. “Noi cristiani crediamo nel Dio di Gesù, il cristiano crede nel Dio di Gesù Cristo, e il suo desiderio è quello di crescere nell’esperienza viva del suo mistero di amore”, ha detto Francesco ai 25mila fedeli presenti in piazza. Di qui l’invito finale: “Impegniamoci a non frapporre alcun ostacolo all’agire misericordioso del Padre, ma domandiamo il dono di una fede grande per diventare segni e strumenti di misericordia”.

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