Papa Francesco: udienza, il “doppio buio” di Giovanni Battista e la risposta di Gesù

foto SIR/Marco Calvarese

“Giovanni soffre, è nel doppio buio: quello della cella e quello del cuore. Non capisce questo stile, e vuole sapere se è proprio lui il Messia, oppure se si deve aspettare un altro”. Con queste parole il Papa ha commentato il brano del Vangelo di Matteo, al centro dell’udienza di oggi, il cui intento – ha spiegato Francesco ai 25mila fedeli presenti in piazza San Pietro – è quello di “farci entrare più profondamente nel mistero di Gesù, per cogliere la sua bontà e la sua misericordia”. Giovanni Battista, ha raccontato il Papa, “manda i suoi discepoli da Gesù – e Giovanni era in carcere – per fargli una domanda molto chiara: ‘Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?'”. “Era proprio nel momento del buio, il Battista attendeva con ansia il Messia e nella sua predicazione lo aveva descritto a tinte forti, come un giudice che finalmente avrebbe instaurato il regno di Dio e purificato il suo popolo, premiando i buoni e castigando i cattivi”, il commento di Francesco. Giovanni Battista “predicava così: ‘Già la scure è posta alla radice degli alberi, perciò ogni albero che non dà buon frutto viene tagliato e gettato nel fuoco’”. “Ora che Gesù ha iniziato la sua missione pubblica con uno stile molto diverso – ha spiegato il Papa – Giovanni soffre, è nel doppio buio, quello della cella e quello del cuore, non capisce questo stile e vuole sapere se è proprio Lui il Messia, oppure se si deve aspettare un altro”.

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