Papa Francesco: sintesi udienza, il “doppio buio” di Giovanni Battista e gli “artigiani della misericordia”

foto SIR/Marco Calvarese

Il “doppio buio” di Giovanni Battista e la misericordia di Gesù. Si è snodata su questo binario la catechesi dell’udienza generale di oggi, al termine della quale il Papa ha ricordato la canonizzazione di domenica scorsa e ha esortato i giovani a essere “artigiani della misericordia” come Madre Teresa. L’immagine iniziale scelta da Francesco è quella di Giovanni Battista in carcere, preda del “doppio buio”: quello della cella e quello del cuore, perché lo “stile” di Gesù è molto diverso da come lui lo aveva dipinto, “a tinte forti, come un giudice che finalmente avrebbe instaurato il Regno di Dio e purificato il suo popolo”. È la misericordia, invece, la “sintesi dell’agire di Gesù”: “Dio non ha mandato il suo Figlio nel mondo per punire i peccatori né per annientare i malvagi”. Se la misericordia di Gesù è motivo di “scandalo”, allora vuol dire che “si ha una falsa immagine del Messia”. No, allora, alla “fede fai-da-te”, a chi usa la fede “per giustificare i propri interessi” o addirittura per fomentare l’odio e la violenza, ma anche a chi riduce Dio a “rifugio psicologico” per i momenti difficili o a un “buon maestro” di principi etici”.

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