Cardinale Parolin: ai brasiliani, “capovolgere la scala di valori” e “non cercare il consenso delle folle”

“Capovolgere la scala dei valori”, rimettendo al primo posto il servizio all’uomo, la giustizia, la pace. È l’appello lanciato dal cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, a Roma, in occasione della festa nazionale del Brasile e del 190° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la nazione latinoamericana e la Santa Sede, che “ha accompagnato, a partire dagli albori e anche nei suoi passaggi difficili, la storia del Paese, protagonista di un processo di crescita sociale ed economica fino ad assumere progressivamente un ruolo di primo piano non solo a livello regionale, ma anche sulla scena mondiale”. Il testo è pubblicato su “L’Osservatore Romano”. Citando l’Accordo sullo statuto giuridico della Chiesa in Brasile del 2008, in cui si rimarca la cooperazione “per l’edificazione di una società più giusta, pacifica e fraterna” che deve rendere i fedeli “parte attiva, contemporaneamente, della comunità ecclesiale e di quella statale”, Parolin ha sottolineato che il Concilio, e in particolare la Gaudium et Spes, ci aiuta “a cogliere pienamente l’importanza di questa doppia cittadinanza dei cristiani”. “Con l’insegnamento delle Beatitudini — ha ricordato — Gesù capovolge la scala dei valori dell’uomo e annuncia il modo con il quale Dio salva. Il Signore ci ammonisce a non crogiolarci nella sazietà, a non porre la nostra consolazione nella ricchezza, a non vivere con superficialità, a non cercare il consenso delle folle”. “Ricercare la volontà di Dio — ha insistito il porporato — significa anche assumere come criteri guida quelli predicati e vissuti in prima persona da Gesù, ovvero la sua solidarietà con gli ultimi, con chi piange, con chi è perseguitato. Pertanto il criterio della nostra azione non deve essere quello del dominio, della ricerca del potere, della sopraffazione, ma bensì quello del servizio e, soprattutto, della libertà”.  Rivolgendosi direttamente agli alunni del Collegio pio brasiliano, il cardinale Parolin ha invitato “a prendere pienamente coscienza dell’esigente compito” che li aspetta, al termine della formazione romana: “Come pastori dovrete aiutare particolarmente i fedeli laici, chiamati ad animare le realtà terrene, a crescere nell’impegno di vivere il Vangelo nella concretezza della vita, in ogni circostanza, anche rendendosi ‘impopolari’ se necessario, non temendo di apparire minoritari”.

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