Minori migranti: Save the children, priorità nelle “relocation” e percorsi di accoglienza personalizzati

Una via preferenziale nelle “relocation” (il sistema che dovrebbe ricollocare in altri Paesi europei i migranti sbarcati in Italia e Grecia) e percorsi di accoglienza personalizzata per i minori migranti che arrivano soli in Italia (15.300 nei primi sei mesi del 2016, il doppio dell’anno scorso) dal momento dello sbarco fino alla piena autonomia. Con alcune priorità: accertamento sicuro dell’età, accoglienza adeguata ai bisogni e tutela dei minori da rischi e abusi. Sono le richieste al governo italiano (e all’Europa) avanzate oggi da Raffaella Milano, direttore dei programmi Italia-Europa di Save the children Italia, nel corso del convegno internazionale a Palazzo Valentini, sede della Provincia di Roma. “Non c’è ancora un sistema standard di misurazione per l’accertamento dell’età – ha ricordato Milano – per cui molti minori finiscono ingiustamente nei centri di espulsione; l’accoglienza va adeguata all’intero fabbisogno perché la permanenza sia breve; i tutori sono nominati troppo tardi con troppi minori da seguire, quindi andrebbe armonizzata la rete di tutela perché sia più forte e possa vigilare per evitare abusi”. Milano ha richiamato l’attenzione anche sui cosiddetti “minori invisibili”, che cercano di transitare da un Paese all’altro affidandosi ai trafficanti. “All’interno delle relocation europee bisogna prevedere uno spazio verde per i minori – ha chiesto -, per creare una alternativa ai viaggi illegali e al rischio di violenza e sfruttamento”.

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