Minori migranti: Kazanas (Save the children), “situazione allarmante in Grecia”

In seguito all’accordo Ue-Turchia del marzo scorso sono oggi 484 i migranti, compresi siriani e bambini, rimandati in Turchia dopo essere sbarcati in Grecia. Almeno 24.000 bambini, su 59.548 persone, sono bloccati nei 50 campi e centri di accoglienza in Grecia. Il 48% provengono dalla Siria, il 25% dall’Afghanistan e il 15% dall’Iraq. Delle conseguenze dell’accordo e dell'”allarmante situazione” nei campi e negli hotspot europei in Grecia ha parlato oggi pomeriggio, in un convegno internazionale in corso a Roma, Konstantinos Kazanas, del team di Save the children operativo in Grecia: “Dopo l’accordo c’è stato un decremento enorme degli arrivi – ha ricordato -. Al momento dello sbarco le persone vengono trattenute negli hotspot per essere smistate in due categorie: rifugiati e migranti. Di fatto diventano dei centri di detenzione perché i tempi sono lunghi e ci sono centinaia di bambini”. Kazanas ha fatto vedere alcune foto dei campi informali e governativi in Grecia, raccontandone le difficili condizioni di vita, con  famiglie divise, aumento delle violenze sessuali e sfruttamento dei bambini, impossibilità di frequentare la scuola. “In media un bambino migrante perde un anno e mezzo di scuola – ha detto -. Abbiamo bisogno di opzioni legali per permettere ai minori di accedere facilmente alla ‘relocation’ in altri Paesi europei”. All’11 luglio 2016 solo 3.056 richiedenti asilo (su 160.000 previsti dal piano della Commissione Ue dello scorso anno) sono stati ricollocati in altri Paesi (843 dall’Italia e 2.213 dalla Grecia). Anche il programma di reinsediamento nel quadro dell’Agenda europea sulla migrazione e l’accordo Ue-Turchia ha numeri inadeguati: su 22.000 persone previste solo 8.268 sono state finora reinsediate e soltanto 802 rifugiati siriani sono stati reinsediati dalla Turchia. Save the children chiede all’Ue di “impegnarsi a reinsediare almeno il 10% dei rifugiati siriani entro la fine del 2016”.

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