Carceri: rinnovato oggi il protocollo a tutela del rapporto figli-genitore detenuto

I bisogni di 80/100mila bambini che ogni giorno entrano in carcere per incontrare il genitore detenuto diventano diritti: è stato firmato oggi, a Roma nella sala Livatino del ministero della Giustizia, il rinnovo del protocollo che riconosce la continuità del legame affettivo con il genitore in carcere. La Carta è stata sottoscritta dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, dal garante nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza, Filomena Albano, e dalla presidente dell’associazione “Bambinisenzasbarre”, Lia Sacerdote. Il protocollo, firmato per la prima volta nel 2014, è un documento unico in Europa che impegna il sistema penitenziario a confrontarsi con la presenza quotidiana del bambino in carcere, se pure periodica, e con il peso che la detenzione del proprio genitore comporta. Sono oltre due milioni nei Paesi del Consiglio d’Europa i bambini che entrano in carcere per incontrare la mamma o il papà detenuto. L’incontro avviene in un luogo estraneo e per loro potenzialmente traumatico, sottoposto a regole e tempi che non sono fatti per i bambini. “La sfida è riuscire a intervenire sulle pratiche di accoglienza e di cura del carcere. La presenza dei bambini in carcere è paradossale, quindi radicale nella sua richiesta di normalità e di riconoscimento dei propri bisogni diventati diritti. E questo deve avere una ricaduta positiva per tutti: i bambini stessi ma anche i genitori detenuti, agenti e operatori e, infine, per la collettività”, afferma Lia Sacerdote.

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