Cardinale Bagnasco: “nella mia diocesi ho dichiarato nulli tre matrimoni”

“Nella mia diocesi fino adesso ho esaminato tre richieste di nullità matrimoniale, e altre sono in arrivo”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, ha raccontato “l’esperienza decisamente nuova” del “processo breve” che il nuovo Motu Proprio del Papa affida al vescovo diocesano per le cause di nullità matrimoniale. “In tutte e tre – ha proseguito – mi sono pronunciato a favore della nullità, con motivazioni diversificate, che mi hanno costretto a essere molto attivo, riflessivo, in preghiera, ma sono molto sereno”.  “È stata un’esperienza molto utile”, ha proseguito rispondendo alle domande dei giornalisti nella conferenza stampa di presentazione del comunicato finale del Consiglio permanente della Cei: “Se l’istruttoria è fatta con molta attenzione, è un grande aiuto, anche se arriva sempre il momento del giudizio del vescovo che in coscienza si deve pronunciare”. Quanto ai costi del processo, Bagnasco ha ricordato che nelle diocesi “è già basso: 525 euro”, e ha aggiunto: “Alla luce del Motu Proprio, stiamo rivedendo le norme che ci diamo come Conferenza episcopale: le stiamo rivedendo, le porteremo in Assemblea generale a maggio, l’ultima istanza è quella”. “Anche se si mantenessero i costi attuali, non ci sarebbe nessun problema”, ha aggiunto: “C’è già da ora la possibilità di non pagare neppure questa cifra, in base alla situazione del richiedente”. Esiste infatti il “gratuito patrocinio”, con la possibilità di un avvocato d’ufficio, e anche per chi sceglie di servirsi di un avvocato scelto dall’albo “la Cei ha stabilito da tempo un onorario da non superare”. Quanto alla riorganizzazione dei Tribunali ecclesiastici, le singole Regioni ecclesiastiche “hanno deciso come procedere secondo il dettato della riforma del Santo Padre”, scegliendo tra quattro opzioni: “la possibilità che ogni singola diocesi abbia il proprio tribunale; la costituzione di un tribunale interdiocesano; la costituzione di un unico tribunale coordinato dalla metropolia; la costituzione di un tribunale regionale valido per tutte le diocesi”. Qual è la tipologia prevalente? “C’è un po’ di tutto, dipende dalla configurazione delle Regioni”, ha risposto Bagnasco.

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