Segreteria per la comunicazione: in udienza dal Papa. Mons. Viganò (prefetto), nella riforma “passi lenti ma irreversibili”

 

“Una riforma importante perché coinvolge enti che hanno natura differente e modalità di gestione molto diversa”. Così monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione, riflettendo sul progetto di riorganizzazione del sistema comunicativo della Sede Apostolica, chiesto dal Motu Proprio “L’attuale contesto comunicativo”. In una nota, diffusa dopo l’udienza concessa oggi pomeriggio da Papa Francesco alla Segreteria per la consegna dello Statuto, Viganò spiega perché si sia impiegato un anno per la scrittura delle varie norme. “È stato molto importate – osserva il prefetto – compiere passi lenti, ma irreversibili, con il coinvolgimento massimo possibile, con l’aggiornamento continuo al Consiglio di cardinali e, soprattutto, con il continuo accompagnamento della Segreteria di Stato”. Ora, prosegue Viganò, “inizia una fase di scrittura dei regolamenti della nuova realtà sapendo che, in questo momento, potranno esistere delle situazioni, che successivamente dovranno essere nuovamente riviste. È necessario infatti avere una visione globale, anche se, per il momento, alcune realtà proseguiranno una vita propria e autonoma come la Libreria Editrice Vaticana e la Tipografia Vaticana. A questo va anche aggiunta la presentazione alla Segreteria di Stato di una nuova e generale tabella organica che serve a individuare e a precisare ruoli e livelli di assunzione”.

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